In arrivo con la Legge di Bilancio 2019 la proroga fino al 2021 delle detrazioni per i lavori di ristrutturazione ha dato un'ulteriore spinta al mercato immobiliare. Per chi sta pensando di rinnovare casa, diventa fondamentale capire come finanziare i lavori scegliendo la soluzione più conveniente.
I vantaggi fiscali spingono la ristrutturazione
Nonostante il valore delle case di nuova costruzione sia cresciuto nel secondo trimestre del 2018 dell'1,7%, anche le abitazioni esistenti continuano a essere molto richieste sul mercato immobiliare.
Secondo Scenari Immobiliari, nel 2017 sono state ristrutturate circa 700.000 abitazioni e il 23,2% delle compravendite ha riguardato immobili successivamente ristrutturati.
Molti proprietari decidono di investire per migliorare la propria casa sia per necessità, considerando che gran parte del patrimonio immobiliare italiano è ormai obsoleto, sia per aumentarne il valore di mercato e il comfort abitativo.
A incentivare ulteriormente questi interventi contribuiscono le agevolazioni fiscali, con la proroga del Bonus Ristrutturazioni, del Bonus Mobili e dell'Ecobonus fino al 31 dicembre 2021.
L'orizzonte temporale più ampio consente di pianificare con maggiore tranquillità lavori come il rifacimento del tetto, la sostituzione di infissi e serramenti o il miglioramento dell'efficienza degli impianti elettrici e del gas.
Quanto costa ristrutturare casa
I lavori di ristrutturazione richiedono investimenti importanti. Oggi il costo medio degli interventi più comuni si aggira intorno ai 15.900 euro.
Per chi ha appena acquistato casa o sta già sostenendo un mutuo, trovare la liquidità necessaria può non essere semplice.
Le due principali soluzioni per finanziare i lavori sono il prestito personale e il mutuo per ristrutturazione. Ma quale conviene davvero?
Mutuo o prestito per ristrutturare: quali differenze
Quasi tutti gli istituti bancari concedono mutui dedicati alla ristrutturazione, generalmente indicati per importi superiori ai 30.000 euro.
Il principale vantaggio del mutuo riguarda il tasso di interesse:
- un prestito personale presenta mediamente un tasso intorno al 5%;
- un mutuo a tasso fisso si aggira intorno al 2,20%;
- un mutuo a tasso variabile intorno all'1,50%.
Per interventi di importo elevato, il mutuo può quindi risultare economicamente più conveniente.
Quanto si può ottenere con un mutuo ristrutturazione
Come accade per i mutui destinati all'acquisto della casa, anche quelli per ristrutturazione possono arrivare fino all'80% del valore dell'immobile.
In molti casi, però, la banca prende come riferimento il valore dell'immobile dopo la ristrutturazione e non quello attuale.
Questo significa che, in alcune situazioni, è possibile ottenere un finanziamento superiore al valore attuale dell'abitazione.
Inoltre, alcune banche applicano tassi particolarmente competitivi, talvolta persino inferiori a quelli previsti per i mutui destinati all'acquisto della casa.
La durata del finanziamento
Anche la durata rappresenta un elemento da valutare attentamente.
- Un mutuo per ristrutturazione viene concesso difficilmente per periodi inferiori ai 10 anni.
- Un prestito personale ha invece una durata massima che normalmente arriva proprio a 10 anni.
La scelta dipende quindi sia dall'importo richiesto sia dalla sostenibilità della rata nel tempo.
Costi accessori e tempi di erogazione
Oltre ai tassi di interesse, è importante valutare costi e tempistiche.
Nel caso del prestito personale, le spese sono generalmente limitate a:
- spese di istruttoria;
- gestione della rata;
- altre commissioni amministrative.
Il mutuo, invece, comporta costi aggiuntivi, tra cui:
- perizia dell'immobile;
- atto notarile;
- assicurazione obbligatoria contro incendio e scoppio.
Anche i tempi sono differenti.
Una volta completata l'istruttoria, il prestito può essere erogato in un periodo compreso tra 24 ore e 15 giorni, mentre per un mutuo occorrono generalmente circa 60 giorni.
Per questo motivo, se serve una somma contenuta e si desidera iniziare rapidamente i lavori, il prestito rappresenta spesso la soluzione più pratica.
I prestiti per ristrutturazione sono tra i più richiesti
Chi sceglie un prestito per finanziare la ristrutturazione non è un caso isolato.
Nel settembre 2018 il 34% dei prestiti richiesti era destinato alla casa:
- 24% per ristrutturazione;
- 7% per l'acquisto di arredamento;
- 3% per l'acquisto dell'immobile.
L'importo medio richiesto oscillava tra 11.060 e 11.900 euro, una cifra nettamente inferiore al minimo generalmente richiesto per accedere a un mutuo ristrutturazione.
Come scegliere il finanziamento più adatto
Prima di scegliere il finanziamento più adatto è importante confrontare diverse offerte e valutare ogni aspetto.
Il mutuo offre:
- tassi di interesse più bassi;
- importi finanziabili più elevati;
- una soluzione ideale per interventi di grande entità.
Il prestito garantisce invece:
- procedure più snelle;
- minore burocrazia;
- tempi di erogazione molto rapidi;
- risparmio sui costi iniziali legati a perizia e notaio.
Occorre comunque ricordare che, nonostante i costi iniziali più elevati, il mutuo può risultare economicamente più conveniente nel lungo periodo grazie ai tassi decisamente inferiori.
Le detrazioni fiscali sul mutuo
Chi sceglie un mutuo per ristrutturazione deve conservare tutta la documentazione utile per la dichiarazione dei redditi.
Nel caso della prima casa, infatti, gli interessi passivi pagati sul mutuo possono essere portati in detrazione IRPEF nella misura del 19%, secondo la normativa vigente.
non ti resta che scegliere il creditore più opportuno alle tue esigenze.
Prestito e mutuo rispondono a esigenze differenti.
Il prestito è indicato per lavori di importo contenuto e quando serve ottenere rapidamente la liquidità necessaria.
Il mutuo, invece, rappresenta la soluzione più conveniente per interventi importanti, grazie ai tassi più bassi e alla possibilità di finanziare importi elevati.
Valutare con attenzione costi, tempi e caratteristiche delle diverse offerte permette di scegliere il finanziamento più adatto e affrontare la ristrutturazione con maggiore serenità.