RE/MAX Ideale 3

Riccardo Cocci

Assistente

RE/MAX Ideale 3
Via di Ripoli, 213/D
FI, Firenze
50126
RE/MAX Ideale 3

Riccardo Cocci

Assistente

 

Sono un vecchio ragazzo di 63 anni, sposato da 34, senza figli, con due macchine (una Mini per mia moglie e un canterano brutto, una Saab, per me), con 47 anni circa di lavoro fatto e 14,5 di contributi pagati (da bagnino a venditore di Bibbie, da rappresentante di corsi per corrispondenza a assicuratore, da tecnico meccanico a geometra capocantiere e poi direttore di cantiere, da amministratore di società ora fallite a consulente immobiliare), con una piccola esperienza di vetture da corsa e una lunga esperienza da calciatore da oratorio, durante la quale, a 28 anni, mi sono lesionato il menisco col dottore che mi consigliava di smettere di giocare ed io, ubbidiente, che a quarantadue effettivamente smettevo.


Scherzi a parte, sono ritornato a tentare il settore immobiliare perché rientra nelle mie primissime esperienze; allora lo facevo con passione ma senza nerbo mentre ora lo faccio con (poca) meno passione e tanto più nerbo.


Ho una paura fottuta dei primi tentativi. Per questo sono partito in quarta ed ho tentato per primo la telefonata.


Mi sono detto che, rompendo il ghiaccio, potevo raccontare qualcosa che si avvicinasse alla linea consigliata da Re/Max, ed effettivamente così è stato.


Gli ultimi venti anni, passati interamente in cantieri edili, mi hanno forgiato abbastanza.


Sono sempre stato uno che in cantiere sapeva utilizzare abbastanza bene il bastone e la carota, anche se un malanno grave capitatomi nel 2002 mi ha un pochino ammansito.


Ho vissuto dal 2000 al 2010 tra Milano e Bergamo, variando da lavori come il teatro degli Arcimboldi a ville seicentesche interamente da ristrutturare a pochi metri dal confine svizzero, da scuole della periferia milanese a villette da ristrutturare nel lodigiano o nel piacentino.


Sono tornato a casa per totale mancanza di soldi e di...famiglia: rischiavo infatti,data la scarsa pazienza della mia dolce 7/8, di rendere inutile anche la foto che avevo lasciato sul cuscino per evitare spari notturni.


Ora sono con Re/Max.


Dire che mi trovo bene è prematuro, ma le premesse ci sono tutte. Non ho avuto difficoltà ad accettare di far maturare contratti senza ricevere un fisso perché, se non investo io per primo su me stesso, come può farlo un estraneo qualsiasi che magari è costretto a darmi un fisso per cominciare a vedermi lavorare?


Sento il bisogno di avere i biglietti da visita, di poter compilare un contratto, di poter concludere, insomma, qualcosa di positivo. Credo sia l’ impazienza dovuta all’ entusiasmo, o viceversa; non lo so e non lo voglio sapere.


Quello che è certo è che devo avere l’ entusiasmo necessario e ben controllato, e quindi la tenacia, di concludere al più presto il mio primo contratto. Ma non sarà domani.


Magari, dopodomani…

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