Mercato immobiliare

I Big Data, l'asset strategico per il futuro del mercato immobiliare

Articolo di La Redazione 14 agosto 2020

Come i dati possono supportare la tua carriera di agente immobiliare.

Big data, quantità o correlazione?

Una ricerca su google, un acquisto con carta di credito, un messaggio vocale, una foto, un tweet. E ancora: le rilevazioni dei sensori sugli edifici, le riprese delle telecamere di sorveglianza e dai mezzi di trasporto pubblici e privati. In una sola parola: dati, una montagna di informazioni generate in modo costante relativa a cose, persone ed abitudini.
Dopo l'effetto wow generato dalla quantità la sfida vera, quando si parla di Big Data, è la capacità di elaborare e mettere in relazione le informazioni per creare modelli di interpretazione in diversi ambiti.
Nel marketing i Big Data aiutano a profilare clienti e interessi così da raccomandare servizi e prodotti compatibili. Nel mondo del credito sono stati individuati modi per valutare il rischio finanziario di una persona.
Un'associazione inusuale è quella tra le persone che acquistano feltrini per mobili e la loro propensione a ripagare i propri debiti nei tempi previsti.
Nel settore pubblico, mettere a frutto i dati significa dispiegare le forze dell'ordine in quei quartieri dove i reati hanno una maggiore probabilità di verificarsi, creare il percorso ottimale dei mezzi della nettezza urbana per lo svuotamento dei cassonetti dei rifiuti, studiare le associazioni tra qualità dell'aria e salute e migliorare la resistenza del colture alla siccità.
Creare correlazioni tra i dati permette di:

  1. Descrivere graficamente (Descriptive Analytics) la realtà di situazioni o processi (anche aziendali), di misurare performance e individuare criticità;
  2. Creare modelli predittivi (Predictive Analytics) utili a disegnare scenari di sviluppo futuro;
  3. Sviluppare la capacità di prendere decisioni e gestirne le conseguenze (Prescriptive Analytics) grazie a tool di indicazione strategica basati sia sull'analisi descrittiva che predittiva;
  4. Realizzare l'automazione di processi e azioni (Automated Analytics) anche da parte delle macchine, a fronte di determinate condizioni e comportamenti.

I Big Data nell'immobiliare

Le abitudini delle persone si riflettono sia nel web che al di fuori della rete digitale. Questo vale anche per qualunque interazione correlata al mondo casa: ricerca, acquisto, vendita, ristrutturazione, arredo, finanziamento, motivazione al cambiamento, etc.
I dati possono raccontarti che in funzione delle tue abitudini di vita, aumento del nucleo familiare e avanzamento di carriera potresti cambiare casa entro una certa data. Negli USA si sta lavorando da tempo a modelli predittivi. Non è più fantascienza.
L'incrocio tra informazioni pubbliche e private sono utilizzate dai sistemi di valutazione automatica degli immobili (AVM). Certo, questi sistemi sono ancora imperfetti, ma migliorano di giorno in giorno. Pensa alla fotografia o al virtual tour, esistono software in grado di misurare gli spazi e registrare la qualità manutentiva dell'immobile solo da ciò che lo stesso "vede".
Esistono applicativi di uso comune in grado di individuare all'interno delle immagini la presenza di fotografie appese alle pareti con volti umani e a pixelarli per tutelare la privacy.
Si tratta di realtà che non mettono in pericolo la tua carriera di agente immobiliare, anzi, possono aiutarti a velocizzare alcune fasi del tuo lavoro e liberare tempo da dedicare a nuove relazioni, dove il tocco umano rimane indispensabile!

Investire in tecnologia e condividere le informazioni

Ricerca e sviluppo sono stati termini poco utilizzati, fino a poco tempo fa, nel settore immobiliare. Tuttavia la consapevolezza di imprenditori e aziende sta crescendo e questo sta cambiando le cose, facendo molto bene al mercato.
Lo scorso luglio Dario Castiglia, CEO & Founder di RE/MAX Italia, è stato tra i protagonisti di RE ITALY 2020, intervenendo alla tavola rotonda “Il futuro dell’intermediazione immobiliare post Coronavirus”, durante la quale i principali attori dell’immobiliare hanno messo a fattor comune il proprio know how.
Durante il suo intervento Castiglia ha messo in evidenza come “...in un momento storico come questo, dove le variabili si sono moltiplicate e alcune di esse sono imponderabili, avere informazioni in tempo reale è  diventato sempre più un asset strategico”. In RE/MAX Italia, ha spiegato Castiglia, “...convogliamo dati di mercato ed expertise nel nostro centro studi per creare elaborazioni e strumenti da mettere a disposizione dei 4.200 consulenti attivi del nostro network". 

I Big Data, dunque, rappresentano un vantaggio competitivo perché attraverso l’informazione in tempo reale è possibile comprendere e anticipare gli andamenti, il sentiment e le dinamiche del mercato.

Per esempio, in pieno lockdown, dalla lettura:
- del traffico di ricerca sul sito web remax.it,
- dai dati di utilizzo del gestionale MAXImizer,
- dai risultati di una indagine effettuata sul network,

si è letta con chiarezza una riduzione della domanda affiancata da una propensione alla ricerca di case più grandi, dotate di spazi esterni. Si è registrata una forte tenuta del mercato con scontistiche in linea col mercato (intorno al 10%) e tempi medi di vendita in linea con i livelli registrati nel 2019.

Nell'ambito della digitalizzazione della professione di agente immobiliare, l'utilizzo di tecnologie complesse e la capacità di collezionare ed elaborare grandi quantità di dati è un fattore di crescita, vero e proprio asset strategico di ogni azienda che voglia giocare un ruolo di primo piano per creare nuove efficienze tra agenti e clienti. 

La Redazione