Mi chiamo Irene Lamanuzzi, classe 1981.
Sono cresciuta tra i profumi e il viavai del negozio dei miei genitori. Per me, il concetto di casa non finiva sulla soglia del portone, ma si estendeva tra gli scaffali e le vetrine della nostra attività di famiglia. Essere figlia di commercianti ha significato, per me, respirare l’arte dell’accoglienza prima ancora di imparare a scrivere.
Fin da piccolissima, il bancone è stato il mio osservatorio sul mondo. Guardavo i gesti misurati dei miei genitori, il modo in cui cambiavano il tono della voce per mettere a proprio agio ogni cliente e quell’empatia naturale necessaria per capire un desiderio prima ancora che venisse espresso. Anche se ero minuscola, ogni tanto interagivo anch’io: un sorriso, una parola gentile, un piccolo intervento spontaneo. Senza saperlo, in quei momenti stavo costruendo le fondamenta del mio futuro.
Quella naturale predisposizione al contatto con le persone mi ha accompagnata in ogni mia scelta. Nonostante i miei studi mi avessero portata verso una direzione completamente diversa — quella del settore turistico — la vita aveva in serbo per me un altro percorso.
Circa 22 anni fa, sono piombata quasi per caso nel mondo immobiliare. Quello che all'inizio poteva sembrare un salto nel vuoto, si è rivelato il terreno perfetto per far fruttare tutto ciò che avevo imparato da bambina.
Oggi, quando entro in una casa, non vedo solo mura o metri quadri; vedo le storie, le speranze e i progetti di chi ho di fronte. La mia vera scuola non è stata solo quella tra i banchi, ma quella vissuta in negozio, dove ho imparato che il valore più grande di ogni lavoro è il rapporto umano. Dopo oltre vent'anni in questo settore, posso dire che la mia missione è rimasta la stessa: ascoltare, capire e connettermi con le persone.

La casa dei tuoi sogni è dietro l’angolo.