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Social od oblio, cosa sceglierai per la tua professione?

Articolo di La Redazione 20 aprile 2021

La diffusione dei social media è capillare, coglierne le potenzialità è indispensabile, snobbarli una trascuratezza costosa.

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Sii sincero: a che punto della tua check-list mattutina hai l’azione “controllo social” sul tuo smartphone? Prima o dopo la doccia? Prima, dopo o durante il caffè? Quanti profili hai? Se hai meno di 8 account sei fuori media nazionale!

Nei giorni scorsi è stato pubblicato il rapporto digital 2021 di We are social. Le risultanze relative al 2020 sono particolarmente significative:
basti dire che su circa 60 milioni e mezzo di Italiani, 50 sono attivi sul web e 41 (2 milioni in più rispetto al 2019) interagiscono tra loro mediante social. Praticamente restano fuori solo gli infraquattordicenni (meno di 8mio) e gli ultraottantenni (circa 4mio), ma neanche tutti!

Che quasi il 6% in più di nuovi utenti social del 2020 sia una conseguenza diretta dell’emergenza sanitaria è una considerazione che vale poco. Quello che conta è che indietro non si torna: l’ambiente virtuale non può più essere considerato un passatempo per ragazzi. È diventato a tutti gli effetti il principale vettore di ogni comunicazione e commerciale ed ultimamente anche politico-istituzionale: la diretta facebook ha mandato in soffitta il messaggio del Presidente del Consiglio a reti unificate mentre il tweet del Presidente USA, la pubblicazione delle sentenze della Corte Suprema.

Un mondo da neuromanti

Tra lavoro, relazioni e svago stiamo connessi ad un sistema digitale mediamente oltre 6 ore al giorno, ma molti arrivano anche a più di 8-9: su un totale di veglia di circa 16 ore non sono poche. Di queste 2 o più dedicate esclusivamente alla navigazione sui social.

Quello che i nostri genitori consideravano fantascienza, oggi è reale. Non abbiamo auto volanti nè teletrasporto, però abbiamo strumentazioni a basso costo ed elevate prestazioni che ci consentono di interloquire in tempo reale ed in contemporanea con Tokyo, Toronto e Buenos Aires! Sto parlando dell'hardware su cui, molto probabilmente, stai leggendo queste righe: 47 di quei 50 milioni di navigatori online lo fanno usando uno smartphone, sempre disponibile in mano o in tasca.

Intanto lo sviluppo ed il perfezionamento delle reti e delle connessioni galoppa, forse più della capacità di aggiornamento materiale degli utenti: la velocità media del traffico dati mobile è aumentata di oltre il 10% nell’ultimo anno. Mi sa che non dovremo aspettare ancora molto per la diffusione generalizzata di collegamenti neurali, peraltro già in corso di sperimentazione in ambito biomedico e militare.

I campioni del web

La classifica dei siti più frequentati è dominata dal gruppo Facebook (YouTube in testa, a seguire quasi a parimerito WhatsApp, appena poco sotto Facebook ed Instagram). Linkedin è solo in sesta posizione, tutto sommato abbastanza alta, se si considera la sua “specializzazione” come piattaforma per professionisti.

Un altro campione digitale assoluto del 2020 è stato l’e-commerce, settore che ha visto un balzo in avanti del 24% rispetto all’anno precedente e, da notarsi, con quote di mercato equamente suddivise per tutte le fasce di età, dai 16 ai 65 anni. In egual misura tutti cercano prodotti o servizi e comprano online!

Investire e promuovere sui social la propria professionalità

Come non mi stanco di ripetere, tutti i report e le statistiche del mondo non servono a nulla se non diventano concretezza quotidiana.

Cosa pensa di tutto questo un agente immobiliare con la giusta ambizione di risultati tangibili? Se dici che non bastano più le locandine sulla vetrina, hai ragione. Anche perché, per esempio, nessuno ci passa più davanti per andare in banca ragionando su cosa fare del suo gruzzoletto.
Di fatto, per chi ha meno di 70 anni, sono home banking e fintech a  contendersi l’accesso al denaro ed al credito. Quindi? Non fermarti all’ovvio e proietta il tuo sogno imprenditoriale nel cyberspazio.

Mi sembra evidente, da quello che abbiamo visto insieme finora, che l’idea di realtà virtuale anni ‘90 è del tutto superata: l’interazione digitale tra i consumatori che cercano servizi e i fornitori è assolutamente reale e concreta, anche se effettuata tramite piattaforme online.

Smetti di considerare il Web come strumentale al rastrellamento di contatti, ai fini di instaurare una successiva relazione lavorativa vera. La rete è un piano della realtà vero e concreto come la sedia della tua agenzia e la vetrina tappezzata di annunci. La differenza è che adesso i clienti preferiscono entrare nel tuo mondo dal loro divano, con il loro tablet. Dipende da te se arriveranno a sedersi su quella sedia!

Tornando un momento al rapporto, risulta che quando gli utenti sono interessati ad un brand, prima consultano i siti di recensioni e di confronto tra prodotti e prezzi, poi i social network. Solo dopo, se ancora interessanti, le pagine proprie del marchio!

Se non sarai presente in entrambi i mondi, quello sensibile e quello digitale, difficilmente chi ti cerca nel secondo ti incontrerà nel primo: se non esisti nei social network, rischi di farti dimenticare anche dalla piazza.

In questo contesto storico e sociale non ci sono alternative: investire e promuovere sui social la tua professionalità ed il tuo brand è indispensabile per non trovarti fuori dal mercato.

Farlo di malavoglia e con il minimo impegno non ti porterà risultati e potrai dire che "il web non funziona". Oppure puoi convertire la mente a nuovi orizzonti immateriali, dove espanderti in modo vincente per riscuotere visibilità, reputazione e profitti.  

La Redazione