Mercato immobiliare

Il mindset vincente per non subire gli eventi

Articolo di Davide Renna 31 marzo 2020

Come avere il giusto approccio mentale per affrontare i cambiamenti

Le minacce sono opportunità

Anche questa volta voglio raccontarvi una storia.

In Egitto, immersi in un paesaggio naturale mozzafiato ma lontano dalle sponde del Nilo, sorgevano due piccoli villaggi di agricoltori e allevatori. I villaggi, i quali per retaggio culturale erano in continua battaglia tra loro, nascevano in una porzione di terra dove il clima era molto piovoso e ciò garantiva un habitat perfetto per le loro attività. Negli ultimi cento anni, infatti, il clima era stato favorevole, fino a quando nel primo trimestre di quell’anno la pioggia tardava ad arrivare. Mentre la siccità si fece sempre più forte, l’angoscia e l’incertezza si diffusero velocemente tra la popolazione.

In questa situazione di caos, due giovani sognatori appartenenti ai due villaggi si fecero avanti per risolvere il problema. Farid e Jal, i loro nomi, erano due ragazzi intelligenti ed instancabili lavoratori. Volevano, da sempre, dimostrare il loro valore. Tutto quello che serviva loro era un’opportunità e quell’opportunità ora aveva un nome: siccità.

Entrambi sapevano che l’unico modo per risolvere il problema era approvvigionarsi da un lago a qualche chilometro di distanza. Ma nonostante ciò, il loro approccio e il loro metodo fu differente.

Farid, si precipitò subito a comprare due secchi di acciaio zincato e cominciò a trasportare l’acqua dal lago al villaggio percorrendo diversi chilometri al giorno, dalla mattina alla sera. Si alzava tutte le mattine prima degli altri per garantire la quantità idrica sufficiente. Ad ogni viaggio travasava il liquido in una grande cisterna, da lui stesso costruita; era un lavoro duro, ma Farid in questo modo stava guadagnando parecchio. Gli anziani del suo villaggio erano felici e soddisfatti del suo operato e la popolazione era tranquilla.

Jal, invece, non si vedeva da mesi e la sua popolazione era abbattuta e scoraggiata. Al posto di Farid, però, Jal in quei giorni di assenza aveva studiato il territorio, aveva implementato una strategia per ottimizzare i tempi, aveva trovato alcuni investitori trai più ricchi del villaggio ed assunto i migliori operai. Nell’arco di un anno costruì un enorme acquedotto di acciaio che collegava il villaggio al lago.

La popolazione del villaggio di Jal era entusiasta mentre, nei mesi successivi, Farid dovette interrompere più volte il suo servizio perché accusò la stanchezza. Cosicché gli anziani del suo villaggio, preoccupati per il futuro, firmarono un accordo con il villaggio rivale per la fornitura idrica. L’ostilità trai due villaggi era finita, Jal divenne l’uomo più importante e ricco della zona e la siccità non avrebbe rappresentato più un problema.

Sei un portatore di secchi o un costruttore di acquedotti?

In un periodo come quello che stiamo vivendo, questa breve storia ci dà molteplici insegnamenti. Ovviamente, qui elencherò quali sono quelli che, a mio modesto parere, possono essere utili a tei, imprenditore o consulente immobiliare.
 

  • La preparazione è tutto: quella striscia di terra negli ultimi cento anni aveva assistito a stagioni piovose, dunque favorevoli alle attività principiali di sostentamento dei due villaggi. Nessuno si aspettava che la siccità sarebbe arrivata prepotentemente.

    Quante volte, in questi giorni, ti sei ripetutamente posto la domanda “Ma chi se l’aspettava una roba del genere?”. Primo insegnamento: nei momenti di gioia lavora sodo e prepararti al peggio. Non lo hai fatto nelle settimane, nei mesi o addirittura negli anni passati? Bene, inizia ora. Il futuro dipende solo e soltanto da te, fatti trovare pronto.
     
  • Investi bene il tuo tempo: sia Farid che Jal avevano lo stesso obiettivo; entrambi erano ambiziosi ed inoltre entrambi avevano sviluppato un loro metodo per raggiungere i risultati stabiliti. Ma c’è una netta differenza tra loro: come hanno investito quel tempo necessario per raggiungere l’obiettivo.

    Secondo insegnamento: non importa quanto lavori ma come lavori. Mentre Farid andava su e giù per il lago, Jal studiava, dava vita al suo progetto e creava il tuo team di lavoro. Ha investito il suo tempo con intelligenza perché aveva una visione a lungo raggio.
     
  • Visione di lungo termine: nella storia, Farid rappresenta l’esempio di molti imprenditori. Sentirsi appagati nell’immediato e non guardare nel lungo periodo è l’errore di molti. Chi invece come Jal riesce a costruire con silenzio e perseveranza un acquedotto è in grado di affrontare tutti i momenti difficili che la vita presenta.

    Terzo insegnamento: guarda lontano, non ti accontentare. 
    Jal ha aspettato un anno prima di vedere il suo acquedotto operativo mentre Farid guadagnava e mentre era chiamato ad affrontare la popolazione del suo villaggio la quale era sempre più impaurita. Jal, tuttavia, era focalizzato sul suo obiettivo ed era consapevole che avrebbe creato qualcosa di unico.
     
  • Zero lamentele: mentre nei villaggi regnava il caos e l’incertezza trai molti, due ragazzi vollero prendere in mano il proprio destino. È facile cedere alla frustrazione, alla lamentela, al puntare il dito e al commentare ogni cosa senza fare nulla. È facile sì. Ed è quello che fa la moltitudine, quello che fa chi ha la presunzione di credere di poter avere influenza su tutto ma che aspetta qualcuno che lo salvi. 

    Quarto insegnamento: non prestare il fianco alla negatività e fottitene della maggioranza. Pensa e agisci come i pochi. Puoi smettere di calamitare negatività e diventare recettivi nei confronti di ciò che è positivo per te? Sì, puoi farlo e non è nulla di mistico, di trascendentale. È necessario modellare il tuo futuro riprendendo il controllo della tua vita e avendo ben presente qual è il tuo valore nella comunità in cui vivi. Come?

    Nutri la mente con pensieri positivi: evita di guardare telegiornali o altri programmi che parlano esclusivamente di morte e disperazione. Anche nelle situazioni di difficoltà come questa ci sono storie positive da raccontare. Nutriti di quelle.
    La ripetizione è tutto: se vivi in un ambiente demotivante o sei bombardato giornalmente da informazioni negative la tua mente assorbirà solo negatività. La tua mente è una spugna. Inverti la rotta e taglia! Elimina le persone tossiche, smettila di ascoltare notizie sconfortanti e concentrati su ciò che di buono c’è in ogni evento. Ripeti questo ogni giorno e impara a dire di no a chi vuole trascinarti nel vortice della rassegnazione.
    Visualizza chi vuoi essere: d’accordo questo punto è complesso ma mai come ora di vitale importanza. Sei chiamato a modificare e cambiare te stesso, i tuoi modelli comportamentali ed i tuoi modi di pensiero e azione. Ora impara a visualizzare chi vuoi essere nei minimi dettagli. Datti un tempo, definisci i dettagli e descrivi gli step che dovrai seguire in questo nuovo scenario per raggiungere il tuo risultato.
     
  • Costruisci un enorme acquedotto di acciaio: non importa quanto grande è il secchio. Morirà con te. Perché? Perché se non c’è chi porta il secchio, i secchi non arrivano. Più grande sarà il tuo acquedotto più sarai in grado di “ammortizzare” l’urto di rischi futuri.

    Quinto insegnamento: parti dalla conoscenza per costruire un robusto acquedotto in grado di creare valore. Costruisci il tuo acquedotto partendo dalla conoscenza. Non smettere mai di farlo; la tua mente è l’arma più potente per difenderti dai pericoli. Tu da che parte stai?

Come le rondini…

Ti lascio con le parole di Brunello Cucinelli in una lettera indirizzata ai suoi collaboratori lo scorso 17 Marzo dal titolo “A primavera tornerà la vita, come le rondini”.
Nella sofferenza di oggi vi è anche il bene della reazione morale che ci renderà migliori, e può darsi che domani, quando il ricordo scivolerà via insieme alla sofferenza, ripensando a questi giorni, rifletteremo, con Aristotele, che anche le calamità hanno un’anima e possono divenire maestre di vita saggia.”

Abbi fede e ricorda che il futuro dipende solo e soltanto da te. Tu sei il solo responsabile.
 

Davide Renna

Classe 1991. Un sognatore a Milano, dal sangue salentino. Laureato in Economia e Management Aziendale, ho conseguito un Master in Business Management. Amo il mare in tutte le sue forme, ma con la voglia di apprezzare la montagna in tutte le sue vette. Un inguaribile irrequieto, rifuggo la noia. Alla continua ricerca di avventure e nuove sfide con me stesso. Il Blog è una di queste.”

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